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SONDAGGIO

V. Rossi
L. Capirossi
M.Melandri
Pedrosa

 
 
La rassegna di tutti i Campioni che hanno partecipato

In questa area la rassegna di tutti i Campioni (in ordine alfabetico) che hanno partecipato e gareggiato sulle piste del ChampionShow dando vita ad entusiasmanti ed irripetibili Sfide su Rally, S.Motard, Minimoto e Quad.


In questa area la rassegna di tutti i Campioni (in ordine alfabetico) che hanno partecipato e gareggiato sulle piste del ChampionShow dando vita ad entusiasmanti ed irripetibili Sfide su Rally, S.Motard, Minimoto e Quad.
 
 
 
Giacomo Agostini: Sin da bambino si appassionò al mondo delle moto. Raggiunta la maggior età, poté partecipare alle sue prime gare locali con ottimi risultati. Nel 1963 vinse il campionato juniores in Italia a bordo di una Moto Morini e, nello stesso anno, debuttò nel campionato del mondo. Già un anno dopo, nel 1964, poté competere nell'intero campionato. Passò in un secondo momento alle categorie 350 cc e 500 cc con la scuderia italiana MV Agusta. Per la stessa bandiera gareggiava Mike Hailwood che, più tardi, si sarebbe trasformato nel suo principale rivale.

Giacomo Agostini vinse il suo primo titolo mondiale nel 1966 e, tra il 1968 e 1972, si impose nelle due categorie di gara. Molti dei suoi successi avvennero in sella ad una delle più famose motociclette da competizione realizzate dalla Mv, la MV Agusta 350\500 tre cilindri. Dopo molti anni di gare a bordo della motocicletta di Verghera di Samarate, Agostini terminò la sua carriera in sella ad una Yamaha. Talvolta si pensa che le sue vittorie siano dovute, almeno in parte, alla buona stella che sempre l'ha accompagnato, come il ritiro dalla competizione della Honda, il passaggio del suo primo caposquadra ad un'altra casa, i ritiri e gli infortuni dei suoi avversari. Oltre al mondiale di velocità, Giacomo Agostini partecipò ad altre competizioni. Tra le principali vittorie ricordiamo:
15 titoli mondiali;
18 titoli italiani;
12 vittorie nel Tourist Trophy (TT) dell'Isola di Man.
Dopo il ritiro come pilota, continuò a seguire da vicino il motociclismo con la sua scuderia e come direttore delle scuderie Yamaha e Cagiva (1992).
 
 
Paolo Andreucci: 2006 Con la Grande Punto S2000 ufficiale ha dominato la corsa dal primo all’ultimo metro, tornando in testa alla classifica tricolore. Sei stagioni dopo il successo nel 2000, Paolo Andreucci ha firmato nuovamente oggi l’albo d’oro del Rally 1000 Miglia vincendo l’edizione dei trenta anni. Una vittoria significativa, per il pilota di Castelnuovo Garfagnana (Lucca), che ha portato anche al secondo trionfo in tre gare la nuova Fiat Grande Punto Super 2000, dopo quello del Ciocco circa un mese fa. Per Andreucci, che tra l’altro ieri ha festeggiato il suo 41° compleanno, è stato un dominio assoluto, essendo passato al comando, senza mai vacillare, già dal prologo spettacolo di giovedì sera nell’autodromo di Franciacorta “Daniel Bonara” a Castrezzato (Brescia)
 
Miki Biasion: Nato a Bassano del Grappa il 7 gennaio del 1958, è sposato e ha 4 figli. Debutta nel Mondiale Rally al Sanremo 1980 con l'Opel Ascona, ma è costretto al ritiro.

Nel 1986 in Argentina centra la sua prima vittoria con la celebre Lancia Delta S4. Nel 1988 e 1989 Biasion e il suo fedele navigatore Siviero sono campioni del mondo sempre con la Lancia Delta, con la quale vincono anche 10 prove iridate. Dopo il campionato 1994, in cui arriva 5°, Biasion decide di lasciare il mondiale.

Il pilota bassanese ha partecipato nel 1999 alla Parigi Dakar a bordo di un camion Iveco, con cui è giunto 5°. Nel 2002 partecipa alla corsa con un'auto, la Mitsubishi Pajero, e arriva 15°.
 
 
 
Hector Barbera (2 novembre 1986), motociclista spagnolo.
 
Nel 2006 corre nel Motomondiale nella 250, con il numero 80, in un team dell'Aprilia in coppia con Jorge Lorenzo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Loris Capirossi: (Castel San Pietro Terme, Bologna 4 aprile 1973) è un motociclista italiano. È alto 165 centimetri e pesa 58 chilogrammi. Dopo alcuni provini, la Honda decise di iscriverlo nel campionato monomarca del 1987. Un anno dopo, con la stessa mansione, passò alla Gilera (che lo aveva ottenuto in prestito dalla scuderia giapponese), mentre nel 1989 si laureò campione nazionale di motociclismo. Nonostante la minore età, egli decise d'accordo con la famiglia di fare il grande passo nel motomondiale. Esordì nel mondo del motociclismo professionistico nel 1990 nella classe 125 cc in sella ad una Honda del Team Pileri: incredibilmente vinse il mondiale all'esordio, ottenendo tre vittorie (Gran Bretagna, Ungheria e Australia) e 182 punti nella classifica generale. Fù il più giovane pilota di tutti i tempi a conquistare un titolo mondiale e ancora oggi detiene il record. L'anno dopo (stessa moto e stesso Team) vinse in maniera ancora più netta: 5 gran premi (Australia, Europa, Francia, Gran Bretagna e Malesia), 5 pole position e 200 punti nella classifica finale (secondo arrivò Fausto Gresini con 181 punti). A soli 18 anni, Capirossi poteva già fregiarsi di due titoli mondiali. Il titolo nella 250 e prime esperienze nella classe regina.

Nel 1992 passò alla classe 250 cc, sempre con la Honda, ma non ufficiale. I risultati in quell'annata non furono buoni e Capirossi dovette accontentarsi di soli 27 punti e la dodicesima posizione finale. L'anno seguente fu più competitivo anche grazie ad una moto ufficiale: arrivò primo in tre gare e perse il titolo all'ultima corsa per soli quattro punti (197 a 193) da Tetsuya Harada incappando in un fuori pista causato da una scelta errata degli pneumatici. Si classificò secondo in campionato. Nel 1994 si aggiudicò ben quattro corse ma niente potè fare contro lo strapotere che Max Biaggi aveva in quella categoria. Inoltre a poche gare dalla fine, quando sembrava ancora in lizza per il titolo, incappò in una grave caduta che gli procurò la frattura di un polso e condizionò pesantemente le ultime gare rimaste. Concluse l'anno in terza posizione. Nel 1995 decise di passare nella classe regina, la 500 cc sempre con una Honda. In quell'anno ottenne solo un podio (in Catalogna) e nessun altro risultato di rilievo classificandosi alla fine sesto. Decise pertanto di aderire al progetto Yamaha, con cui vinse la sua prima gara nella 500 (in Australia nel 1996). Non riuscì però ad essere mai in lizza per il titolo, e di conseguenza scelse di "auto-degradarsi" tornando in 250. Con la scuderia Aprilia arrivò sesto nel 1997, ma vinse il titolo l'anno successivo (grazia alle vittorie nel Gran Premio di Spagna e nel Gran Premio di Gran Bretagna) superando in classifica niente meno che Valentino Rossi, all'epoca giovane promessa del motociclismo italiano. L'anno successivo però la situazione si ribaltò: Rossi campione della 250 e Capirossi, che nel frattempo era tornato alla Honda, terzo con tre vittorie (Malesia, Olanda e San Marino) ma anche tanti ritiri. 500 e Moto GP. Nel 2000 ritornò in 500 con la Honda del team Pons, stavolta stabilmente. In quell'anno vinse il Gran Premio d'Italia facendo incappare in clamorose scivolate sia Max Biaggi che Valentino Rossi che in qualsiasi maniera cercarono di vincere il GranPremio di casa. Fu per lui una stagione discontinua condita solo da un settimo posto in classifica generale. L'anno successivo invece, pur senza vincere nessuna tappa, lottò per la classifica finale arrivando terzo dietro Rossi e Biaggi. Fece piazza pulita di piazzamenti: quattro volte secondo e cinque volte terzo.

Con l'avvento della MotoGP e dei motori quattro tempi, Capirossi entrò in crisi perché la sua Honda non seguì lo sviluppo tecnologico, rimanendo con i motori due tempi. Così si spiega la disastrosa annata 2002, in cui Capirossi arrivò solo ottavo in classifica generale. Deluso dal trattamento subito, decise di abbandonare la Honda per passare alla Ducati, team italiano in fase di sperimentazione: con esso vinse un Gran Premio nel 2003, anno in cui arrivò quarto nella classifica generale. Avaro di successi fu l'anno successivo (in cui dovette accontentarsi della settima piazza). Si presentò al via nel 2005 sempre con la Ducati la quale, nel frattempo, era passata a gomme Bridgestone. Proprio questo cambiamento portò, all'inizio del campionato, risultati piuttosto deludenti. Da metà stagione in poi però i progressi della Bridgestone furono notevoli e permisero a Loris di conquistare due podi (GP Rep.Ceca, GP Italia) e di vincere poi il Gran Premio del Giappone e quello della Malesia. Purtroppo un grave incidente accadutogli in Australia lo tenne fermo due gare e gli impedì di qualificarsi in classifica finale oltre il sesto posto. Nel 2006 parte con grosse ambizioni e si aggiudica la prima gara della stagione a Jerez (Portogallo) dominando in assoluto tutto l'evento dalle prove (primo) alla gara (primo per tutti i 27 giri della gara).
 
 
Simone Corsi (Roma, 27 aprile 1987) è un giovane e promettente motociclista italiano. Ha debuttato nel 1994 con le minimoto ed è passato ai veicoli a ruota alta nel 2001 quando ha partecipato al Challenge Aprilia.

In seguito ha corso nel Trofeo Honda GP e nel campionato spagnolo delle 125. Nel Gran Premio d'Italia del 2002 al Mugello ha esordito nel Motomondiale nella classe 125, dove in tre stagioni ha corso 31 GP con un 3° posto come miglior risultato in gara. Nel 2004 è stato compagno di squadra di Andrea Dovizioso, vincitore del mondiale, e si è classificato al 13° posto della graduatoria finale.

Dal 2005 corre con l'Aprilia nella classe 250.
 
  
 
 
 
Andrea Dovizioso: nato a (Forlimpopoli, provincia di Forlì 23 marzo 1986) è un motociclista italiano alto 164 centimetri e pesante 56 Chilogrammi. Scoperto dalla Aprilia, divenne campione nazionale di motociclismo nel 2000 e l'anno successivo prese parte al motomondiale classe 125 come wild-card. Nel 2002 rimase nella stessa categoria ma passò alla Honda, dove divenne pilota ufficiale.

Dopo una serie di risultati non eccelenti, nel 2004 divenne campione del mondo dopo aver ottenuto cinque Gran Premi, otto pole position e 293 punti in classifica generale. Nella stagione 2005 è passato nella classe 250 sempre con la Honda, senza perdere il suo numero portafortuna in carena (il 34). Dopo una prima parte di stagione ad alti livelli (all'indomani del Gran Premio motociclistico di Cina era in testa alla classifica) l'inesperienza non gli ha permesso di lottare ad armi pari con lo spagnolo Daniel Pedrosa, che ha successivamente dominato la scena.
 
Colin Edwards (Houston, Texas, 27 febbraio 1974) è un motociclista statunitense detto Texas Tornado. Ha iniziato a correre con le minimoto, seguito dal padre australiano, nella specialità del motocross per poi passare alle gare locali e diventare pilota professionista nel 1992 partecipando alle competizioni del circuito americano AMA (sempre di motocross). Nel Mondiale Superbike ha esordito nel 1995, disputando 8 stagioni sempre con la Honda, vincendo 31 gare, con un totale di 85 podi, conquistando il titolo mondiale nel 2000 e nel 2002. Si è distinto anche nelle gare di durata vincendo 3 volte la 8 Ore di Suzuka nel 1996, 2001 e 2002 (nell'edizione del 2001 in coppia con Valentino Rossi suo attuale compagno di squadra nella MotoGP). Ha esordito nel Motomondiale nella classe MotoGP nel 2003 nel Gran Premio motociclistico del Giappone guidando una Aprilia e disputando nell'annata 16 GP iridati, in cui ottenne complessivamente 62 punti. Nel 2004 ha gareggiato con la Honda, correndo 16 Gran Premi e raggiungendo il 5° posto nella classifica finale del mondiale con 157 lunghezze mentre nel 2005 è passato alla Yamaha come compagno di squadra di Valentino Rossi. Ad oggi ha corso 40 GP iridati, cogliendo 5 podi (fra cui 3 secondi posti con il più recente nel Gran Premio motociclistico degli USA a Laguna Seca), realizzando 2 giri più veloci in gara, mentre non è ancora riuscito a conquistare alcuna pole position.
 
Silvio GRASSETTI nato a Montecchio il 24/02/1938

Nella foto con Giacomo Agostini
 
 
 
 
 
 
 
 
Mika Kallio (Valkeakoski 8 novembre 1982) è un motociclista finlandese alto 165 centimetri e pesante 53 Chilogrammi. Cominciò correndo con le mini-moto senza ottenere però risultati di rilievo: passò quindi alle motociclette della classe 125, con cui nel 1997 arrivò secondo nel campionato nazionale. Cominciò a correre anche il campionato europeo, in cui fu secondo nel 1998 e primo nel 1999, mentre nel 2000 si aggiudicò ben tre titoli: due nella categoria Road Racing ed un in quella Iceracing, in cui tutti i Gran Premi si disputano in condizioni climatiche sfavorevoli. Nel 2001 fece il suo esordio nel motomondiale con una Honda nella classe 125: corse due gare come wild-card ma non ottenne punti. Nel 2002 invece fu pilota ufficiale ed arrivò 11° nella classifica generale dopo aver conquistato 78 punti. Anche nella stagione successiva si confermò in undicesima piazza ma ottenne il suo primo podio, un secondo posto nel Gran Premio motociclistico della Malesia in cui fu preceduto dallo spagnolo Daniel Pedrosa. Nel corso di questa annata cambiò scuderia e passò alla KTM, team in cui attualmente corre. Nel 2004 fu decimo al termine della stagione, in cui potè vantare un secondo posto in Portogallo. Nel 2005 invece fu vice-campione del mondo con 237 frutto di quattro vittorie (in Portogallo, Germania, Giappone e Comunità Valenciana) e ben otto pole position: per soli cinque punti (quelli che il compagno di squadra Gabor Talmacsi gli soffiò in Qatar, nonostante avesse annunciato di voler fare gioco di squadra) fu preceduto nella classifica finale dallo svizzero Thomas Luthi.
 
Fabrizio Lai (Rho, 14 febbraio 1978), motociclista italiano. Nel 2006 corre nel Motomondiale nella 125, con il numero 32, in un team della Honda in coppia con Michele Conti.
 
 
 
 
 
 
 
 
Eugenio Lazzarini (25 marzo 1945 - Urbino) pilota motociclistico italiano. Uno dei piloti piu' premiati avendo conquistato ben 81 podi su 132 Gran Premi disputati una media di oltre il 60%. La sua carriera nel motomondiale inizia nel 1969 disputando 2 Gran Premi con la Morbidelli classe 50 e 1 con la Benelli classe 250. Nei primi anni partecipa a poche corse mondiali e nel 1973 vince il suo primo Gran Premio in Olanda con la Maico classe 125. Dopo aver abbandonato la classe 50 nel 1970, Lazzarini dal 1975 gareggia regolarmente sia per la classe 50 che 125, solo negli anni 1981 e l'ultimo 1984 si dedicherà alla sola 125. Nel 1975 vince il suo primo Gran Premio anche nella classe 50 in Svezia su una Piovaticci. Nel 1978 corona il suo sogno aggiudicandosi il Campionato 125 in sella alla MBA, vincendo 4 corse su le 10 disputate. Si ripete l'anno successivo 1979 nella classe 50 su Kreidler, 5 vittorie su 5 gare, nella stessa classe nel 1980 arrivando primo su 2 gran premi dei 6 disputati è ancora primo, vincendo cosi' il suo ultimo mondiale. Continuerà la sua carriera con alti e bassi fino al 1984
 
 
 Ivan Lazzarini: mattatore della seconda prova del Campionato Italiano di Supermotard - Campione Italiano 2005
 
 
 
 
 
 
Piero Longhi (Borgomanero, 12 dicembre 1965), pilota automobilistico italiano, rallysta.

Ha esordito nel 1986 nei rally con una Opel Kadett 1.8.

È stato campione italiano di specialità nel 2000, su Toyota Corolla. Nel 2005 ha invece guidato una Subaru Impreza.






Qualcuno prima o poi di Masetti scriverà la biografia, ne usciranno pagine piene di esaltanti vittorie, di epiche battaglie, ma anche di clamorose decisioni biasimate da tutti e ancora da un infinità di galanti avventure.
Da tutti gli episodi, emergerà comunque un'inconfutabile verità: Masetti era un personaggio vero, pronto anche a pagare in prima persona le conseguenze negative scaturite da decisioni azzardate.
Generoso, pronto a rischiare la vita o i guadagni di un anno di corse per rincorrere consapevolmente un'illusione; forse proprio per questo suo stile di vita era amato o disprezzato, non poteva certo passare inosservato, era senz'altro il primo vero "divo" del nostro motociclismo. Del resto anche l'alternare annate strepitose ad altre deludenti, non fece altro che accrescere le chiacchiere; il trasferimento in Sudamerica, il ritorno in Italia per disputare alcune gare, il ritorno in Cile e poi ancora un definitivo rimpatrio, ne fecero un eroe dalla vita romanzesca.
Probabilmente come in tanti hanno scritto, se si fosse amministrato meglio sarebbe rimasto più a lungo sulla breccia, ma sicuramente con una carriera più "tranquilla" non sarebbe stato così amato dai suoi sostenitori. ln quanto a Masetti pilota, nessun dubbio, un grandissimo manico naturale che dominava nelle 125 e nelle 500, ma non trascurava di correre nelle 175 e nelle 250, d'altra parte é sufficiente dare un' occhiata alla sua carriera per rendersene conto: debutta a 20 anni in una gara locale, tre anni dopo è già campione Italiano di prima categoria per le 125 e nel neonato campionato del Mondo si classifica terzo, l'anno seguente è campione del Mondo della 500, campione italiano per la 500 sport e sempre campione Italiano 500 di prima categoria.
L'anno seguente è terzo nel mondiale, ma nel 1952 tornerà a fregiarsi del titolo iridato; nel 1953 non arriva nessun titolo ma prontamente nel '54 è ancora campione Italiano delle 500.
Nel 1955 abbandona la Gilera passando alla MV ottenendo il 3° posto nel mondiale 500, il 5° in quello delle 250 e sempre nella stessa stagione alla guida di una Morini si aggiudica il campionato Italiano delle 175.
Nel 1956 sarà sesto nel mondiale della massima cilindrata, ed eccolo poi trasferirsi ottenendo diverse affermazioni anche in Sudamerica. Sicuramente a 24 anni essere il primo italiano a fregiarsi dell'alloro nella massima categoria deve essere stata una grossa soddisfazione, come deve essere stata una grossa soddisfazione condurre una vita elegante, sempre al centro dell'attenzione, soprattutto di quella femminile di cui era considerato un grande esperto; c'é chi asserisce che se fosse stato organizzato un campionato mondiale di quella "specialità", lo avremmo visto primeggiare ancora una volta.

 
Andrea Navarra nato a Cesena il 25 Febbraio 1971. Nel 2005 ha disputato il campionato italiano di rally.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 Colin McRae: Campione del Mondo Rally

 
 
 
 
 
 
 
Marco Melandri: (Ravenna 7 Agosto 1982) è un motociclista italiano. Viene scherzosamente soprannominato Macho dai suoi tifosi. Talento precocissimo, iniziò la sua carriera nel motociclismo con la Bmx all'età di 5 anni, disputando anche prove di Coppa del Mondo. A 8 anni passò alle mini-moto: con queste vetture fu campione italiano nel 1992 e nel 1994, mentre nel 1993 dovette accontentarsi della seconda piazza. Scoperto da Loris Reggiani, nel 1995 divenne un collaudatore della Honda, mentre l'anno successivo vinse la Coppa Honda. Nel 1997 fu campione italiano della classe 125 cc, diventando il più giovane motociclista a riuscire in questa impresa.
Sempre nel 1997 fu confermato come collaudatore della Honda per il mondiale della classe 125 cc, ma l'infortunio avvenuto ad uno dei piloti titolari (Mirco Giansanti in questo caso) gli permise per lo meno di esordire in un Gran Premio, quello dell'Indonesia il 31 agosto. L'esordio fu sfortunato e battezzato con una caduta. Dopo questa esperienza disputò 4 gare dell'Europeo. 125 cc. L'anno seguente la Honda lo designò pilota ufficiale: Melandri ringraziò la fiducia accordatagli vincendo due GP (quello dell'Olanda, corso ad Assen e quello della Repubblica Ceca svoltosi a Brno) e arrivando terzo nella classifica finale, dopo aver ottenuto 202 punti. Dopo una lotta sul filo di lana, soltanto la "meteora" giapponese Kazuto Sakata (che vinse a sorpresa quel mondiale con 229 punti) e l'altro nipponico Tomomi Manako (suo compagna di squadra che fece 217 punti) lo precedettero nella classifica generale. Nel 1999 Melandri fu sfortunato interprete del mondiale, sempre nella ottavo di litro: dopo un inizio di stagione disastroso (0 punti nelle prime tre gare) riuscì a risalire la china vincendo ben cinque corse, ovvero quelle svolte in Germania, Repubblica Ceca, San Marino, Australia ed Argentina. Ciononostante, arrivò secondo in classifica, preceduto per un solo punto (227 a 226) dallo spagnolo Emilio Alzamora. La cosa curiosa è che Alzamora non vinse in quella stagione neanche una gara, anche se arrivò 5 volte secondo e altrettante volte terzo. 250 cc. Comunque, il "leggero" Melandri (pesa infatti soltanto 58 chilogrammi, per un'altezzadi 166 centimetri) dimostrò di essere il pilota più talentuoso, e la Aprilia gli diede la possibilità di partecipare al mondiale della 250 cc. Al suo esordio in questa categoria, dopo un turbolento pre-stagione caratterizzato da molte cadute, ottiene un 13° posto in Sudafrica. In classifica finale egli ottenne 159 punti (frutto tra l'altro di ben quattro terzi posti) ed il quinto posto in classifica generale, dietro al francese Olivier Jacque, al giapponese Shinya Nakano, a Daijiro Kato e all'altro nipponico Tohru Ukawa. Da notare che Melandri ottenne una pole position, precisamente nel Gran Premio del Brasile. Con più esperienza e convinzione in sè stesso, Melandri provò la scalata al mondiale della quarto di litro nel 2001, ma nonostante la vittoria ottenuta in Germania e i 9 podi stagionali fu costretto ad arrivare terzo dietro Daijiro Kato, assoluto dominatore di quella stagione, e Tetsuya Harada. La sua prestazione venne infatti condizionata da numerose cadute e relativi infortuni.

I due piloti di testa decisero entrambi di passare alla classe superiore, lasciando cosi Melandri indisturbato nella vittoria del mondiale della 250 cc nel 2002: in quell'anno il ravennate vinse ben 9 corse (in Sudafrica, Italia, Catalogna, Olanda, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, Australia e Spagna) e ottenne ben 298 punti dopo una lotta abbastanza facile contro Fonsi Nieto (secondo) e Roberto Rolfo (terzo). Avendo vinto il mondiale a 20 anni, egli fu il più giovane trionfatore di questa categoria. Moto GP. Questo successo gli permise di entrare nel mondo della classe regina, la MotoGP: i primi due anni, corsi con la Yamaha, non furono però positivi per Melandri, causa anche due brutti infortuni conseguenti a delle caduta capitategli. Nelle prime prove del primo GP della stagione 2003 a Suzuka, infatti, cade e si frattura entrambe le caviglie. Il primo podio lo conquista nel 2004 a Barcellona dietro Valentino Rossi e Sete Gibernau, ripetendosi 13 giorni dopo ad Assen. A fine campionato è 12° in classifica. Nel 2005 decide di passare alla Honda del team di Fausto Gresini, ottenendo nei primi tre Gran Premi 45 punti, frutto di due terzi ed un quarto posto. Vince alla fine 2 gare ed è secondo nel Mondiale dietro a Rossi. Nel primo GP del 2006 si è piazzato 5°, lontano dal vincitore Loris Capirossi. Finora, egli ha disputato 108 gare del mondiale di motociclismo: ne ha vinte 17, mentre 46 volte è giunto sul podio. Ha inoltre complessivamente ottenuto 9 pole position
 
Mattia Pasini (13 agosto 1985), motociclista italiano.
 
Nel 2006 corre nel Motomondiale nella 125, con il numero 75, in un team dell'Aprilia con Sergio Gadea, Alvaro Bautista, Mateo Tunez ed Hector Faubel.
 
 
 
 

Renzo Pasolini Jr
Nel ricordo del grandissimo campione il figlio in pista al Championshow - Renzo Pasolini (Rimini 18 luglio 1938 - Monza 20 maggio 1973) detto Paso, è stato un motociclista italiano. Il suo modo di correre era fatto per entusiasmare le folle, "tutto e subito", uno di quei piloti che non facevano calcoli, o sul podio o in terra. Il pubblico degli appassionati fu diviso in quegli anni dal dualismo con Giacomo Agostini la cui bravura fu sempre accompagnata dalla buona sorte, mentre Renzo, per il suo modo di correre e l'agonismo, fu accompagnato da alcune vicende sfortunate che non gli permisero di vincere il mondiale, ma gli riservano un posto nel cuore di molti tifosi.
 
 
Graziano Rossi: (Nella foto con il figlio Valentino Rossi)  Tra il 1970 e il 1980, si affaccia alla ribalta del motociclismo insieme a Virginio Ferrari, Marco Lucchinelli, e Franco Uncini; una nuova generazione che seguiva quella dei vari Giacomo Agostini, Renzo Pasolini e Walter Villa.

Esordio in 500 nel 1977 al Gp delle Nazioni, in questa classe ha disputato 40 gp collezionando 2 podi, in 250 esordio 1979 nel Gp del Venezuela, in questa classe 8 gp disputati, 3 vittorie la prima nel Gp di Jugoslavia 1979 e ha collezionato 5 podi. Da sempre un personaggio estroverso e anticonformista; nei momenti migliori della sua carriera ha avuto molta sfortuna. Il suo miglior piazzamento nel mondiale è stato il terzo posto in 250 con la Morbidelli, sembrava l'anno giusto allietato dalla nascita del figlio Valentino, ma la casa pesarese, pur avendo una moto competitiva, provó un nuovo telaio all'inizio della stagione, con risultati deludenti. Tornata al vecchio telaio, la moto si riveló ottima, Graziano ottenne 3 vittorie e vari piazzamenti, ma i punti persi all'inizio stagione non gli permisero di andare oltre il 3 posto.

Nel 1980 viene ingaggiato per guidare la Suzuki 500 RG insieme a Lucchinelli, tutto sembra andare per il meglio, ma un grave incidente stradale ne condiziona il rendimento, tanto da essere licenziato a fine anno. L'anno successivo con lo stesso team Lucchinelli vince il mondiale. Risale a quel periodo, secondo alcune fonti, la rottura dei rapporti con Roberto Gallina manager del Team e sembra riferito a questo l'aneddoto che racconta che Graziano girasse per le strade della sua cittá con una gallina al guinzaglio.

Nel 1982, ormai fuori dal giro dei grandi, corre con una Yamaha privata, nella gara 200 miglia di Imola, cade rovinosamente, grazie all'intervento dei medici della clinica mobile, viene salvato. Dopo essersi ristabilito decide di abbandonare le corse in moto e tentare la strada dei Rally.
 
 
Valentino Rossi:  (nato a Urbino il 16 febbraio 1979) è un campione di motociclismo italiano, considerato già ora uno dei più grandi piloti di moto di tutti i tempi, vincitore di sette titoli iridati. È l'unico pilota della storia ad aver vinto il titolo mondiale in 4 classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MOTO GP (4), la classe che dal 2002 ha sostituito proprio la 500 (e del quale Rossi è finora l'unico vincitore, avendo vinto tutte e quattro i mondiali dalla sua istituzione), ed il secondo, dopo l'americano Eddie Lawson, a vincere il titolo per due anni consecutivi con due marche diverse – Honda e Yamaha).
 
Tra i soprannomi più noti vi sono The Doctor, Rossifumi e Valentinik.
 
 
 
 
 
 
Marco Simoncelli è nato a Cattolica (RN) il 20 gennaio del 1987, qui di seguito alcuni dati su di lui: Soprannome: Superpippo, Supersic/ Nazionalità: Italiana/ Altezza: 186 cm/ Peso: 80 kg/ Stato Civile: Celibe/ Team: Squadra Corse Metis Gilera 250/ Moto: Gilera/ Classe: 250/ Numero: 58/ Esordio: Rep.Ceca 2002 (125cc)/ 1° GP vinto: Jerez 2004/ Gp disputati: 52/ Gp vinti: 2 (Jerez 2004, Jerez 2005 125cc)/ Podi: 7/ CARRIERA: Comincia a correre a 7 anni con le minimoto. Si proclama campione italiano nel 1999 e nel 2000, anno nel quale partecipa anche all'europeo, conquistando la 2° posizione. A 14 anni prende parte al Trofeo Honda NR (sale in 2 occasioni sul podio) e al campionato italiano 125 GP. Nel 2002 è campione europeo classe 125cc e lo stesso anno, dopo un buon apprendistato a livello nazionale ed europeo, debutta nel Motomondiale 125cc come wild card e conquista la 13° posizione all'Estoril. Il 2003 lo vede impegnato per la prima stagione completa del Campionato del Mondo e conclude 6 gare in zona punti, tra le quali spicca la 4° posizione ottenuta a Valencia. Il 2004 è per lui un'annata difficile e gli riserva sensazioni contrastanti. La sua capacità di gestire al meglio la moto sul bagnato gli permette di trionfare a Jerez - dove firma pole e vittoria nonostante l'insidioso tracciato, letteralmente inondato dalla pioggia - e di confermarsi specialista sul bagnato a Brno, dove guadagna la pole in una sessione di qualificazione accompagnata da condizioni critiche. Ma è un'annata segnata anche da cadute e inconvenienti, che non gli permettono di superare l'11° posizione della classifica generale. Il team NoCable.it Race lo ingaggia per il 2005, sperando di vederlo sempre tra i primi della classe.
 
 
Casey Stoner nato a Southport, 16 ottobre 1985), motociclista australiano. Altezza: 171cm. Peso: 58kg. Ha iniziato la sua carriera da bambino nei supermotard in Australia, vincendo 41 corse con moto da 2 e 4 tempi, nelle cilindrate 50 e 125.

Nel 2000 sbarca in Europa gareggiando nel challenge Aprilia 125 spagnolo. L'anno dopo partecipa al campionato inglese, con un 2° posto finale e 7 vittorie, e a quello spagnolo, dove raccoglie 3 vittorie e il 2° posto nella classifica finale. Sempre nel 2001 esordisce nel Motomondiale, disputando due corse con la 125. Nel 2002 partecipa al suo primo vero mondiale con l'Aprilia  nelle 250, raggiungendo un 12° posto finale.

Nel 2003 scende di categoria e arriva 8°, con una vittoria; il risultato è migliorato nel 2004 col 5° posto finale e una vittoria. Conclude la stagione 2005 al secondo posto in classifica mondiale nella classe 250 e nel 2006 correrà in MotoGp su una Honda del team di Lucio Cecchinello, con la quale ha già ottenuto una pole position al suo secondo gran premio a Losail in Quatar.
 

Kevin Schwantz (Houston, Texas 19 giugno 1964) è conosciuto per essere stato un motociclista statunitense non più in attività. A dieci anni salì per la prima volta su una moto, e poco tempo dopo fu portato in Europa da Freddie Spencer che disse di lui: "è un fenomeno che va più forte di tutti, e se impara a concludere le gare può vincere cinque titoli mondiali": Schwantz infatti fin da giovanissimo era solito spingere oltre il limite, cadendo spesso per terra senza concludere tutto il Gran Premio. Inizialmente attratto dal motocross, passione questa che gli venne fomentata dalla zio, nel 1983 ebbe un pauroso incidente che gli compromise la carriera in questa specialità: lo sconsolato Kevin ebbe tuttavia l'opportunità di fare dei provini con le scuderie motociclistiche.
 
Con la Yamaha corse la gara di Daytona nel 1986 arrivando secondo dietro Eddie Lawson, e sempre in sella allo stesso motociclo partecipò con bravura al campionato AMA, senza tuttavia mai vincerlo. Passato poi al motomondiale, venne scelto dalla Suzuki dove corse fin da subito nella classe 500 (seppur senza meravigliare), nelle stagioni 1986 ed 1987. Nella stagione 1988 vinse l'inaugurale Gran Premio del Giappone ed il successivo Gran Premio di Germania, ma nella classifica finale non andò più in là dell'ottavo posto. L'anno seguente vinse ben sei corse (quelle disputate in Giappone, Austria, Jugoslavia, Gran Bretagna e Brasile) ma si dovette accontentare della quarta piazza. Soprannominato "pilota kamikaze" per il suo stile aggressivo e funambolico, egli non possedeva una tecnica sopraffina ma sopperiva a questa mancanza con agilità, grip e frenata, specialità quest'ultima in cui era un maestro e che gli permetteva di realizzare grandi "staccate". Il suo stile di guida, che risentiva del suo passato nel motocross, gli imponeva di pestare sulla pedana esterna alla curva, andando quindi in maniera veloce ma rischiando in ogni caso la caduta: questa vocazione alla spettacolarità gli fece attribuire altri nomignoli, tra cui "pilota impossibile", "esempio da non seguire" o, più semplicemente, "testa calda". Nel 1990 Schwantz arrivò primo in cinque occasioni e con 188 punti fu vicecampione della classe regina alle spalle di Wayne Rainey. Nel 1991 fu terzo con lo stesso numero di vittorie, superato in questo caso anche dall'asso emergente Mick Doohan. Il 1992 fu un anno piuttosto opaco, ma il successo (unico della stagione) conseguito nel Gran Premio d'Italia contribuì non poco ad aumentare la sua popolarità nel Bel Paese.
 
 Nel 1993, seppur con quattro primi posti alle spalle, sembrava destinato ad essere sconfitto nuovamente da Rainey, ma un infortunio capitato al rivale gli permise di vincere in scioltezza e di diventare per la prima volta campione del mondo della 500: si narra che Schwantz e la Suzuki abbiano esultato in maniera euforica nonostante il grave incidente accorso a Rainey e che Kenny Roberts, manager di Wayne, abbia rimproverato Kevin in maniera molto energica, accusandolo di mancanza di sensibilità. Schwantz fu uno dei primi sportivi ad avere un ottimo rapporto con la stampa: nessun giornalista tornava a casa senza un'intervista, e ciò gli permise di essere sempre difeso dai mass-media. Nel 1994 vinse due gare (in Giappone, suo circuito preferito, ed in Repubblica Ceca) ma dovette cedere alla strapotenza di Doohan. Un infortunio capitatogli al polso destro gli impedì dapprima di terminare la stagione 1995 e poi gli impose il ritiro dal motociclismo professionistico. In segno di rispetto, la Federazione Internazionale del Motociclismo ha ritirato il suo numero, il 34, dalle carene delle moto partecipanti al mondiale. Dal 1996 al 2002 Kevin Schwantz si dedicò al campionato NASCAR, correndo 18 gare e vincendone due. Attualmente egli risiede ad Atlanta dove insegna le tecniche di guida per motociclismo in una scuola specializzata.
 

Norman John Surtees (Tatsfield, Regno Unito, 11 febbraio 1934) è stato un campione di motociclismo ed automobilismo. Motociclismo - Nelle corse di motociclismo ha vinto sette titoli mondiali: dal 1958 al 1960 nella classe 350cc, nel 1956 e dal 1958 al 1960 nella classe 500cc. Automobilismo - John Surtees - Dopo la carriera motociclista passò alle quattro ruote vincendo 6 Gran Premi in Formula 1 e il Campionato del Mondo nel 1964. Fondò anche una propria omonima scuderia senza riuscire a conquistare successi. Nel corso della sua carriera sulle quattro ruote partecipò e vinse anche il campionato CanAm disputato in nordamerica
 
 
Carlo Ubbiali (Bergamo 22 Settembre 1929) è stato uno dei motociclisti più forti e famosi della storia di questo sport.  Nato in una famiglia appassionata di motociclismo, a 17 anni corre e vince il Gran Premio di Mura, ma viene squalificato perché non ancora maggiorenne.

Inizia la sua carriera da professionista nel 1947, con la MV Agusta, e riesce da subito a vincere la Sei giorni di regolarità, un tracciato impegnativo che si disputa in Galles. Nel 1949 partecipa al campionato del mondo di motociclismo classe 125 cc, ma deve accontentarsi del terzo posto (il vincitore di quell'edizione fu Nello Pagani). Nel 1950 passa alla Mondial, col quale vince una corsa (quella di Ulster) ed arriva secondo nella classifica finale, sempre nella 125. La sua epopea comincerà dall'anno dopo in poi: vincerà ben 9 mondiali (6 della 125 e tre della 250), 39 corse totali e 68 podi (su 74 gare disputate).

Conquisterà inoltre ben cinque edizioni del famigerato e pericolosissimo Tourist Trophy dell'Isola di Man. Nel 1960, a soli 31 anni e nel pieno delle proprie possibilità fisiche, Ubbiali si ritirò dal mondo del motociclismo professionistico perché sconvolto dalla morte del fratello Maurizio, suo manager e consigliere. Nonostante ne avesse le possibilità, non ha mai voluto correre nella 500 cc, la classe regina di allora.
 

Anthony West (17 luglio 1981), motociclista australiano. Nel 2006 corre nel Motomondiale nella 250 con il numero 14, in un team della BOS, in coppia con Dirk Heidolf. In precedenza aveva corso anche nella 125 e nella 500. Al suo attivo una vittoria nel 2003 nella 250 sul circuito di Assen.

 

 
 




 

Night riders 9 settembre 2006: Motori e musica
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